Foto e articolo di Veronica Tremolada

GIO PONTI, AMARE L’ARCHITETTURA L’OMAGGIO DEL MAXXI A UNO DEI PIU’ GRANDI MAESTRI DEL NOVECENTO

Fluidi, dinamici, colorati. Così vengono percepiti gli spazi del MAXXI di Zaha Hadid che si fondono con la simbolicità delle creazioni di Gio Ponti. 

Stendardi in Alcantara all’ingresso, lungo le scale e sospesi a tutta altezza riproducono le facciate dei grattacieli stilizzati pontiani. Una successione di edifici fluttuanti che culmina poi nell’immaginario ingresso del grattacielo più importante: il Pirellone di Milano.

La Galleria 5 del museo romano è una totale immersione nelle aree tematiche nodali della poliedricità dell’architetto. Verso la casa esatta, abitare la natura, Classicismi, Architettura della superficie, L’architettura è un cristallo, Facciate leggere, Apparizioni di grattacieli e Lo spettacolo delle città sono le 8 sezioni in cui si articola la grande retrospettiva che omaggia Gio Ponti a quarant’anni dalla sua scomparsa. L’allestimento, curato da Maristella Casciato, Fulvio Irace assieme a Margherita Guccione, Salvatore Licitra e Francesca Zanella, propone spazi variabili, essenziali e costantemente in relazione visiva fra loro, proprio come avviene nei progetti pontiani. 

Adattabilità, verticalità, leggerezza, smaterializzazione e relazione biunivoca con la natura sono alcuni dei valori non più solo formali ma anche etici, che Gio Ponti ritiene fondanti per i suoi progetti, sia che essi siano architettonici, artistici, editoriali, sia che coinvolgano il design e l’arredamento. 

Come racconta Margherita Guccione, Direttrice MAXXI Architettura: “Né classico né moderno, il lavoro di Gio Ponti è stato un unicum nella storia dell’architettura italiana del Novecento, un secolo che l’architetto ha attraversato quasi integralmente, passando dal disegno dell’oggetto d’uso quotidiano all’invenzione di soluzioni spaziali per la casa moderna, alla realizzazione di progetti complessi calati nel contesto urbano, tenendo sempre ferma, al centro della sua ricerca, l’architettura, scenario e soccorso della nostra vita”.

Amare l’architettura è un’esposizione di raccolta e ricerca, un percorso attraverso materiali di archivio, modelli originali, fotografie, libri e riviste, un racconto dell’inesauribile attività dell’architetto, designer, art director, scrittore, critico e artista Gio Ponti.