LA PERCEZIONE DEL VALORE AGGIUNTO

TIBA è una piattaforma per il rilancio dell’arte contemporanea che crea un dialogo tra tutti gli attori del mercato dell’arte.

 

L’acquisto di un’opera d’arte presuppone la percezione del suo valore prima ancora del suo prezzo. Capirne il significato, la tecnica o la qualità, è una questione di educazione estetica. Più in generale, apprezzarla richiede la conoscenza dell’artista, del contesto e, in sintesi, della Storia dell’arte stessa. 

 

Le tendenze internazionali rivelano un art-business impegnato con tutte le risorse disponibili a consolidare il processo di ramificazione dinamica dell’intera filiera dell’Arte attraverso costanti e diversificate iniziative divulgative.

 

Londra, in tal senso, rappresenta il modello di riferimento per eccellenza: un esempio di mercato capace di interessare i target entrypoint, ma di continuare a soddisfare le esigenze di affidabilità finanziaria caratteristiche dei collezionisti storici. Un sistema dove le gallerie, le case d’asta e le accademie sono concepiti come strumenti di partecipazione e poli d’intermediazione culturale.

 

La crescente consapevolezza degli acquirenti londinesi è data da un previdente programma di formazione astante. Un’operazione “a monte” di educazione diffusa che alimenta il ciclo di rinnovamento della “domanda”. Dietro all’ottimo risultato si nasconde il lavoro degli operatori di settore stessi: impegnati da anni in attività ed eventi diventate vere e proprie campagne mediatiche di sensibilizzazione prima ancora che semplici esposizioni.

 

Il mercato londinesi, antitesi dell’incognita romana, non senza una certa ironia, trova un parallelo business case italiano, non a caso, ha saputo rilanciare un altro settore in cui il Made in Italy rischiava di non ottenere una risposta commisurata al suo reale potenziale internazionale. 


SLOW FOOD : EATALY = ARTE: TIBA 

 

Eataly ha avuto l’audace intuizione di sposare la filosofia Slow Food e ha creduto da subito nel suo potenziale economico.

 

E’ diventato così il primo supermercato al Mondo che ha puntato sulla formazione e la sensibilizzato del cliente. Ha proposto un modello di sviluppo dove l’impostazione didattica è considerata l’indispensabile cardine della politica aziendale. La trasmissione culturale – non meramente pubblicitaria – del valore esistente nel “offerta” è diventata nevralgica per generare la corrispettiva “domanda”. La strategia di marketing è stata pianificata per stimolare il cliente a divenire soggetto attivo e consapevole di ciò che sta acquistando. La funzione d’uso è offrire gli strumenti e i mezzi a tutti per divenire critici – quindi informati – delle proprio scelte alimentari, così da indirizzarsi autonomamente verso la percezione del valore aggiunto proposto. Il risultato è un indiscusso successo planetario. Sembrava impossibile considerando il monopolio della “quantità”, ma la “qualità” ha dimostrato di poter essere di nuovo un settore competitivo.