Da Homo Sapiens a Homo Flotantis, la riapertura a Palazzo Strozzi della mostra “Tomàs Saraceno. Aria”

Dopo il lockdown imposto dal Coronavirus, ha riaperto il 1° giugno la mostra “Tomàs Saraceno. Aria” visitabile fino al 1° novembre 2020 a Palazzo Strozzi a Firenze. L’artista argentino Tomàs Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973) costruisce una fitta rete di scambi e relazioni fra la sua arte contemporanea e l’architettura rinascimentale dello storico palazzo fiorentino.  L’esposizione è una successione di opere esperienziali ed immersive, dove non possono mancare i tipici rimandi dell’artista alle relazioni fra l’uomo ed esseri viventi non umani, fra i quali ragni e piante. 

Come ha scritto il curatore Arturo Galansino, la mostra propone il passaggio “dall’uomo al centro dell’universo, concetto fondante dell’Umanesimo, all’uomo come parte di un tutto in cui ricercare una nuova armonia attraverso la distruzione di ogni gerarchia e visione piramidale”. Saraceno ci pone davanti all’urgenza di abbandonare l’Antropocene per costruire una nuova realtà, quella dell’Aerocene, dove non esistono confini, dove non si utilizzano combustibili fossili e dove l’atmosfera terrestre non risulta più compromessa dall’eccessiva contaminazione. In questa nuova era geologica non esiste più l’Homo Sapiens, esso si trasforma in Homo Flotantis e vive sospeso nell’elemento centrale delle ricerche artistico-ambientali dell’artista: l’aria. 

Elementi geometrici, superfici a specchio, alternanza di luci accecanti e ombre avviluppanti accompagnano il percorso dal primo impatto con la mostra nel cortile del palazzo, fino all’ultima sala del piano nobile.

Tutte le installazioni sono un viscerale invito a ripensare il nostro ruolo nell’abitare un mondo dove l’inquinamento cresce a ritmi esponenziali e dove è, quindi, indispensabile cercare di creare una nuova armonia fra uomo e natura. 

Foto e articolo di Veronica Tremolada.